Spreads e pips, cosa sapere

Oggi voglio parlare di due concetti fondamentali che ogni trader deve avere ben presente : lo spread e il pip (percentage of point).

Spread e pips

Lo spread
Cosa sono e a che servono ? Alla base di ogni filosofia di trading c’è il concetto di spread, un termine che in finanza si usa molto e che è entrato nel vocabolario e nella terminologia d’uso a causa della crisi. Il termine nella negoziazione di valute non ha a che fare con questo ma è un indicatore di “differenza”.

La differenza sta tra il prezzo di acquisto (“bid”) ed il prezzo di vendita (“ask”) di un determinato prodotto finanziario. Chi vuole operare con le valute in genere acquista una data valuta se prevede un rialzo di questa, la vende in caso contrario. Ogni tipo di prodotto di questa natura ha un suo “spread”, pensiamo ad i mutui delle banche, in quel caso indica il margine operativo o guadagno della banca.
Come capirete dal punto di vista dell’utente si cerca di avere un basso spread, più è alto più la banca farà profitti e così anche nel trading è conveniente scegliere broker con spreads e commissioni basse come spiegato qui .
Operando con una piattaforma messa disposizione da un broker in genere avremo questo indicatore espresso in “punti”, può arrivare anche a più di dieci in dipendenza dellla coppia su cui andiamo ad agire.
Come abbiamo detto in precedenza è su questo divario che l’intermediario fa profitti, mediando sulle transazioni che facciamo , rappresenta di fatto la commissione che si prendono per il fatto di offrire un servizio (l’accesso al mercato con la loro piattaforma software).

Il pip (percentage of point)
Quando si negozia valuta si ha a disposizione un software con cui contrattare “lotti” che possono essere standard o micro (ne parlerà in un prossimo articolo).
E’ quindi necessario capire cosa è un PIP. Possiamo definirlo sostanzialmente come la più piccola unità di misura del prezzo di una data valuta nel forex osservata in un certo istante.
Poiché si acquistano e vendono valute (scambio) un Pip è espresso in termini percentuali, un centesimo ed esprime di fatto in presenza di movimenti al rialzo o al ribasso la differenza di prezzo di quelli valori rispetto all’attuale. Dunque un pip è variabile ed è legato al tipo di valuta che si sta osservando.

Chi fa trading è abituato anche a considerare le perdite o i profitti che fa in termini di pip prima ancora che in denaro.
Esempio:
Se un una coppia di valute ha un valore ad esempio di 1,2780 e dopo un intervallo di tempo di osservazione risale a 1,2790 avremo realizzato un guadagno esperesso in Pip di 10 (prezzo finale – prezzo iniziale).

Come calcolo il profitto ? Per verificare se faccio guadagni per una singola operazione basterà moltiplicare il numero dei pips che ho guadagnato per l’unità di misura, ovvero il valore del singolo pip.

E’ bene comunque prendere familiarità con questi concetti perchè sicuramente li vedrete all’interno della vostra piattaforma di negoziazione.

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